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Caso 1

Caso 2

 

CASO 2: abbattimento solvente organico volatile (S.O.V.)

Obiettivo

Abbattere il solvente (S.O.V.) contenuto in una emissione atmosferica entro i limiti imposti dalla autorizzazione in possesso del cliente.

Dati a disposizione

Lay-out linea produttiva, punti di emissione, caratteristiche emissioni da trattare
Scheda di sicurezza prodotto: classificazione F
Classificazione reparto secondo norma: Zona 1 (area pericolosa secondo CEI EN 60079-14)
Le tecnologie disponibili per abbattere la concentrazione di un solvente in una vena gassosa sono molteplici. Sono state considerate le seguenti unità operative:

  • assorbimento (con oli organici)
  • assorbimento criogenico
  • adsorbimento su carboni attivi
  • combustione catalitica
  • ossidazione termica (rigenerativo ceramico)

Oltre ai problemi connessi alla messa in sicurezza dell’impianto, sono stati analizzati vari aspetti economici tra cui i principali sono:

  • costo iniziale dell’installazione
  • consumo di energia in forma diretta e indiretta (utilities)
  • operabilità dell’impianto (esercizio e manutenzione)
  • possibilità di recuperare il solvente abbattuto
  • costi degli interventi manutentivi e necessità di acquisire ricambi difficilmente reperibili
  • costi di smaltimento o rigenerazione

Indagine

Sono stati chiesti al cliente i limiti operativi dei servizi e delle utilities disponibili, sono state definite le aspettatve in termini di costi di investimento e le disponibilità di risorse per l’esercizio e la manutenzione. E’ stata eseguita una visita sul luogo scelto per la costruzione dell’impianto e sono stati verificati spazi e quote disponibili.

Conclusioni

L’esame di fattibilità ha determinato che il trattamento criogenico rappresentava il migliore compromesso tecnico-economico.
Un peso determinante venne dato dalla possibilità di recuperare il solvente all’interno del ciclo produttivo che a lungo termine (15 anni) configurava addirittura l’investimento non come un “costo”, ma come un “risparmio”.
Dal punto di vista dell’operabilità e dei materiali l’assorbitore criogenico non si discosta molto da un classico scrubber e ciò non ha richiesto al cliente competenze specifiche. I materiali “speciali” sono stati approvvigionati da fornitori qualificati locali. Questo ha permesso di evitare l’approvvigionamento di parti di ricambio costose confidando nella disponibilità dell’intervento immediato dei fornitori.

L’impianto progettato (disegno) ha le seguenti essenziali caratteristiche:

  • installazione di dischi di rottura sulla linea di aspirazione posti a 6 metri l’uno dall’altro e convogliati all’eterno
  • filtro per l’eliminazione delle polveri trascinate
  • stadio primario (condensatore a fascio tubiero) per l’eliminazione dell’umidità ed evitare problemi di formazione di ghiaccio nella torre di abbattimento.
  • assorbitore criogenico con recipiente di accumulo, pompa a trascinamento magnetico, serpentino alimentato ad azoto liquido e riempimento strutturato

 

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