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CASO 1 : abbattimento polveri

Obiettivo

Abbattere le polveri organiche generate da una linea di un prodotto in polvere entro i limiti imposti dalla autorizzazione in possesso del cliente.

Dati a disposizione

Lay-out linea produttiva – postazioni di lavoro
Scheda di sicurezza prodotto: classificazione Xi
Classificazione reparto: Zona 1 (area pericolosa secondo CEI EN 60079-14) per la presenza di sostanze infiammabili.

I problemi correlati sono relativi alla classificazione della polvere sia dal punto di vista della esplosività sia in relazione alla granulometria (in entrambi i casi non note).
Il potere esplosivo fa riferimento alle classi ST della NFPA 68 che sono a loro volta correlate alla velocità di crescita della pressione durante l’esplosione (dp/dt). Il potere esplosivo è crescente nell’ordine ST1-ST2-ST3.
L’esplosività può essere esplicata quando la granulometria scende sotto i valori specifici di ogni sostanza.
In generale quasi tutte le polveri organiche con granulometria al di sotto dei 100 micron diventano esplosive comportandosi in fase dispersa come un gas infiammabile.
Inoltre la classificazione dell’area impone l’adozione di misure particolari riguardanti le parti elettriche.

Indagine

Sono state chieste all’azienda fornitrice della materia prima informazioni dettagliate sulla classificazione delle polveri che sono risultate essere ST3 e quindi le più pericolose.
È stato chiesto al cliente di fornire la classificazione (gaussiana) delle polveri all’insacco che sono risultate essere al 95% inferiori ai 50 micron

Conclusioni

Per quanto la polvere non presentasse di primo acchito evidenze particolari si è rivelata invece essere ad alto rischio e fonte potenziale di danni gravissimi.
L’impianto di depolverazione deve essere pensato in modo tale da evitare la generazione di inneschi in particolar modo in riferimento alla generazione di scariche elettrostatiche tra le varie parti e deve essere dotato di dispositivi atti a limitare e convogliare gli effetti di una eventuale esplosione evitando assolutamente la generazione di una detonazione.

L’impianto progettato (disegno) ha le seguenti caratteristiche:

  • bracci aspiranti per ogni postazione di insacco calcolati secondo le velocità di caduta delle polveri
  • installazione di dischi di rottura sulla linea di aspirazione posti a 5 metri l’uno dall’altro e convogliati all’esterno
  • depolveratore dotato di portella di scoppio e costruito per resistere alla massima pressione (Pred max) che si genera in caso di esplosione e che supera in genere la pressione di rottura della portella
  • maniche depolveratrici certificate antistatiche e possibilmente conducenti
  • carpenteria di sostegno del depolveratore calcolata per resistere alla forza di reazione causata dalla portella durante lo scoppio
  • parti elettriche eexd-eexi (motori-proximity-impianto elettrico-ecc..)
  • messa a terra dell’impianto di depolverazione (comprese linee e bracci aspiranti)
  • messa a terra dei recipienti e alloggiamenti destinati a ricevere le polveri dalla linea di insacco e dallo scarico del depolveratore
  • equipotenzialità tra recipienti e impianto di depolverazione


» CASO 2: abbattimento solvente organico volatile (S.O.V.)

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